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nostrotempo
Città Giu 22, 2017

Una storia talmente strana, e bella, da sembrare quasi non vera. Ma diventa vera parlando con Francisco. Francisco Sancho, catalano di Barcellona (“Ma potete dire spagnolo, italiano, e anche polacco, tedesco, francese, danese, ceco, austriaco, belga, olandese…”) che ha percorso a piedi 13mila chilometri consecutivi. Non per qualche forma di strano primato, ma per collegare, in 15 mesi, i principali santuari europei: da Jasna Gora a Czestochowa a Santiago di Compostela, da Roma ad Assisi, da Tours a Lourdes, da Oviedo a Frederickshavn… Il sogno sarebbe stato di arrivare a Trondheim, in Norvegia, ma anche così il cammino infinito di Francisco lascia senza parole. Ecco perché, allora, meglio usare le sue: “Per me è stato un cammino di ringraziamento. Il primo pellegrinaggio l’ho fatto nel 1995 attraverso il cammino francese verso Santiago di Compostela. Ho scoperto una nuova visione del camminare, ho imparato a camminare in orizzontale guardando in verticale e ho capito che la vita è dono e che bisogna viverla come dono. Dopo altri cammini in giro per l’Europa ho provato a prendere il tempo come amico, e non come nemico come facciamo sempre, per riuscire a collegare i grandi santuari più importanti del cristianesimo durante il Medioevo. Per 8 anni ho cullato questo sogno, ho studiato per collegare 35 cammini diversi, anche la segnaletica e quant’altro e poi sono partito”.

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“L’opposizione da parte di alcuni paesi alla migrazione di persone sfollate non tratterrà chi subisce insopportabili sofferenze dal lasciare le proprie case. I paesi ricchi non possono rinnegare la loro responsabilità per le ferite inflitte al nostro pianeta – i disastri ambientali, il commercio delle armi, la disuguaglianza di sviluppo – che spingono alla migrazione forzata e al traffico di esseri umani”. È un passaggio del documento ecumenico pubblicato martedì scorso in occasione della Giornata mondiale del rifugiato da venti organizzazioni cristiane, tra cui Caritas internationalis, la Federazione luterana mondiale, l’Alleanza anglicana. Se “è vero che l’arrivo di migranti nei paesi più sviluppati può presentare reali significative sfide, può anche essere un’opportunità per l’apertura e il cambiamento” e, come sostenuto anche da papa Francesco, “le società che trovano il coraggio e la visione di superare la paura degli stranieri e dei migranti scoprono presto le ricchezze che i migranti portano con sé”.

Per i cristiani “non è sufficiente professare di amare Cristo: la fede è autentica solo se si esprime attraverso azioni di amore”, e questo anche al di là “dei confini religiosi e culturali”

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PEDEMONTANA

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Storie

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Un progetto di integrazione, un modo per mettere al centro ragazzi e ragazze con disabilità di tipo psichico che sono sostenuti da Anffas (Associazione Famiglie di Disabili Intellettivi e Relazionali). E, forse soprattutto, un modo bellissimo di stare insieme e di insegnare una abilità straordinaria: navigare in barca a vela. Tutto questo si sta realizzando grazie ad Alessandro de Bassa (due traversate oceaniche per lui) di Lunga Rotta, che un tempo era una impresa commerciale e che oggi si è trasformata in associazione sportiva dilettantistica che fa cultura nautica, che si sostiene grazie a corsi di patente…

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